Sul senso delle forme animali

Un’analisi dello stile della Tigre a partire dalla prospettiva del Sistema Chang Hong

articolo di Alessandro Lazzarelli

Introduzione

 

Le forme animali sono il nucleo dell’Hong Quan, una dei 5 principali stili delle famiglie del sud (Hong Jia 洪家; Cai Jia 蔡家; Liu Jia 劉家; Li Jia 李; Mo Jia 莫家) delle arti marziali tradizionali cinesi. Sebbene di primo acchito lo si possa vedere come un esercizio incentrato sull’imitazione degli animali, questo allenamento è collegato ad un più profondo impatto sulla consapevolezza e l’uso del corpo del praticante.

In questo articolo intendo trattare il ruolo che le forme animali svolgono nella pratica delle arti marziali attraverso il caso dello stile della Tigre. Più specificamente, mi baserò su alcune osservazioni sulla teoria e le forme della Tigre, facendo appello ai principi cardinali dello studio secondo gli insegnamenti del Maestro Chen Chin Ho, direttore della Chang Hong academy (Changhong Wuxue 長洪武學).

Come spiegherò più avanti, l’apprendimento e l’interiorizzazione delle caratteristiche degli animali serve per attuare un cambiamento nella mente-corpo, piuttosto che da semplice imitazione esteriore. Da questa prospettiva, l’obbiettivo delle forme animali non è quindi quello della riproduzione dei movimenti di quelli animali, ma semmai l’interiorizzazione di principi distintivi degli stili animali dell’Hong Quan, in modo da sviluppare la propria efficienza e consapevolezza corporea.

Le forme animali come strumento per lo sviluppo del mente-corpo

 

Con Hong Quan ci si riferisce ad un gruppo di stili marziali della Cina del sud, che malgrado la sua variabilità interna è principalmente noto per la sua enfasi sulle forme animali. L’allenamento basato su principi ispirati agli animali è un fenomeno proprio di alcuni circoli marziali tanto affascinante quanto poco compreso. Numerosi praticanti impegnati in questo tipo di allenamento, infatti, si preoccupano di imitare e di riprodurre i comportamenti degli animali attraverso specifiche posture del corpo o delle mani. Questi praticanti pensano che l’obiettivo principale dell’allenamento sia di replicare quelle posture  di muoversi come gli animali che intendono imitare, concentrandosi quindi sul condizionamento del corpo e l’apparenza esterna. 

 

Tuttavia il sistema proposto dal Maestro Chen Ching Ho enfatizza il modo in cui l’Hong Quan, inteso come corpo di teorie e pratiche, offre una prospettiva più profonda e interessante riguardo a questo aspetto. In particolare, in esso i principi e l’allenamento ispirati agli animali sono intesi come uno strumento per acquisire una nuova modalità di essere presenti e di servirsi del proprio corpo. In effetti lo studio di questo sistema insegna che la forma esteriore è solamente lo strato iniziale e più superficiale dell’allenamento. Il praticante deve sempre tenere a mente lo scopo finale della pratica: imparare le forme, conoscere lo spirito dell’animale e raggiungere la vera comprensione. Qui l’enfasi non è su quanto i movimenti fisici del praticante o la sua forza fisica assomigliano a quelli di un animale particolare, ma semmai sul modo in cui i principi e l’allenamento ispirati a quell’animale possono migliorare, una volta interiorizzati, l’efficienza e la consapevolezza corporei del praticante. 

 

Il sistema insegnato dal Maestro Chen fornisce al praticante chiare ed efficaci indicazioni sul modo in cui approcciare le forme animali come strumento per lo sviluppo del mente-corpo. Queste si incentrano su tre aspetti.

Il primo è l’intenzione mentale. E’ importante approcciarsi all’allenamento in uno stato mentale di attenzione concentrata, in modo da effettuare movimenti intenzionali e non meccanici.

Il secondo principio è la respirazione. Il processo dell’inspirazione ed espirazione è una parte integrale della vita e della vitalità, anche nel suo aspetto di movimento corporeo. Di conseguenza la respirazione non può essere separata dal movimento o dalla produzione della forza; al contrario, essa deve essere coordinata ai movimenti corporei.

L’ultimo aspetto riguarda la struttura fisica. Le ossa, le articolazioni e i muscoli, devono essere correttamente impiegati in accordo con i principi delle Linee Centrali (verticale e orizzontale) e del Centro della Forza (chiamato anche dantian 丹田 in cinese). La forza è un prerequisito per trovare la stabilità fondamentale – la regione addominale che stabilizza il corpo nel corso del movimento. Una volta ottenuta la stabilità del centro, il corpo può essere esteso. L’estensione comprende l’apertura delle nove articolazioni nelle tre sezioni del corpo, rispettivamente le braccia (spalle, gomiti, polsi), il torso (collo, petto, anche) e le gambe (anche, ginocchia e caviglie). Poiché ogni tipo di estensione dovrebbe partire dal dantian prima di spostare materialmente gli arti, l’apertura delle nove articolazioni è il risultato della percezione e del mantenimento delle Linee Centrali, del Centro di Forza e della stabilità del centro.

La tigre: pura forza orientata

 

All’interno del sistema Hong Quan  la tigre è la prima e più importante forma animale e viene associata alla forma basilare gongzifuhuquan (工字伏虎拳).  La Tigre è conosciuta come uno stile orientato verso la pura forza. Come viene dichiarato nella teoria concernente i  Cinque Animali, “la Tigre è forte e addestra la forza delle ossa”. La stessa teoria articola questa idea mediante il detto “la Tigre è potente come se si precipitasse giù da una foresta di montagna”. Questi detti sottolineano tutti la fierenza, la forza e la potenza come quintessenza della Tigre, così come le idee su cui si concentra l’addestramento di questo stile. Tuttavia non si tratta di un approccio unicamente focalizzato sulla forza muscolare. Al contrario, la forza pura deve essere posta in relazione con il lavoro corporeo interno centrale nella pratica dell’Honq Quan. 

Quando parliamo di orientamento alla pura forza, è importante distinguere fra due tipi di potenza, facendo riferimento a due diversi concetti cinesi. Il primo è gang 剛, cioè una forza fondata sul rapporto fra respirazione, stabilità, fiducia in se stessi e adeguato flusso di qi. Le sue caratteristiche principali sono dinamicità, flessibilità e vitalità, ed è da notare che non va a diminuire con l’età. Il secondo è ying 硬, cioè la forza bruta, basata sull’impiego contratto di una parte isolata del corpo. Corrispondentemente, la sua caratteristica principale è la rigidità, e questo tipo di forza decade con l’età.

Ovviamente l'uso e la qualità della forza è da intendersi come gang.  Per poter comprendere meglio in che modo un praticante può addestrarsi a sviluppare la forza fino a comprenderne lo spirito, in quanto segue prenderò in considerazione due fondamentali cambiamenti relativi all’addestramento della Tigre: lo spazio corporeo interno e l’impiego della forza. 

 

Lo spazio corporeo interno

 

Uno dei cambiamenti più evidenti connessi con la pratica della Tigre è l’espansione dello spazio interno, inteso sia come consapevolezza che come struttura corporea. Queste due dimensioni sono intrecciate, in quanto laddove l’allenamento basato sulle forme della Tigre aiuta il praticante a diventare più consapevole del proprio spazio interno, quella consapevolezza a sua volta fornisce un numero crescente di risposte volte a correggere le abitudini che impediscono lo sviluppo dello spazio corporeo.  In un certo senso l’espansione dello spazio interno è intimamente connessa con un detto che fa parte della teoria delle Cinque Forme: “La Tigre allena le ossa”. Sebbene di primo acchito ciò si potrebbe interpretare come un rafforzamento dello scheletro o dei muscoli, nel sistema Hong Quan ha un significato più profondo. Specificamente, il detto indica che l’allenamento della Tigre può sviluppare una solida e ferma struttura corporea, che non è solamente determinata dalla forza dei muscoli, ma anche e ancora di più da un senso interno di equilibrio e potenza.

Questa sensazione non può essere afferrata senza lavorare sulla Linea Centrale, il Centro di Forza, la stabilità fondamentale e le nove articolazioni. In questo senso la Gongzifuhuquan, forma base della Tigre e la prima forma insegnata dal Maestro Chen Chin Ho, ci offre un esempio significativo. La Gongzifuhuquan è caratterizzata da posture erette, colpi esplosivi e ritrazioni del corpo. “Abbassa le spalle, allarga la schiena, invia le forze nel profondo del midollo osseo” sono le prime indicazioni introdotte nel suo apprendimento.

L’abbassamento delle spalle è particolarmente importante, perché permette un uso del corpo più bilanciato e naturale. Si tratta di un prerequisito per l’acquisizione di una migliore percezione del Centro di Forza, al fine di permettergli di condurre i movimenti degli arti in modo sincronizzato. Se combinato con l’apertura della schiena, rende possibile un’ulteriore apertura delle articolazioni, specialmente quelle delle braccia e del torso. In altre parole, attraverso l’apertura delle articolazioni il corpo può essere espanso e ritratto in modo flessibile. L’espansione dello spazio interno è facilitata anche da quelle che sono chiamate “postura del ponte della mano” (qiaoshou 橋手) e “postura del ponte del cavallo” (qiaoma 橋馬).

Questi termini si riferiscono alla connessione che le braccia o le posture stabiliscono fra il Centro di Forza del praticante e il corpo dell’avversario. Indipendentemente dal fatto che siano impiegate per attacco o difesa, l’elemento chiave del ponte è l’equilibrio, la stabilità e una vivace agilità. In effetti entrambe quelle posture dovrebbero essere percepite come solide ma non insensibili, vivaci ma non leggere. Anche se non è specificamente mirata all’apprendimento di questi principi, l’allenamento dello stile permette al praticante di costruire la percezione del ponte. Infatti le sue posture erette contribuiscono all’ottenimento di una percezione migliore delle Linee Centrali, il che, combinato con l’abbassamento delle spalle verso il dantian e il rilassamento dei gomiti può permettere una maggiore flessibilità ed estensione delle articolazioni. E’ importante sottolineare in che modo l’espansione dello spazio interno viene ottenuta non solo attraverso un mutamento nella meccanica del corpo, ma anche attraverso l’acquisizione di una conoscenza del corpo.

L’uso della forza

 

Una trasformazione che accompagna quella dello spazio corporeo interno è il modo in cui produciamo forza; infatti tramite la pratica la forza bruta dovrebbe trasformarsi in forza dinamica. Il maestro Chen sostiene che la forza dinamica, flessibile e vitale è una modalità di produzione della potenza più efficiente e organica rispetto alla forza bruta. Infatti, sebbene quest’ultima può essere sviluppata tramite la prima, non è possibile che avvenga il contrario. Riguardo questo punto, possiamo considerare un’istruzione cardinale basata sull’allenamento della Tigre: “usa il corpo per moderare lo scorrere del qi, usa il qi per guidare e espellere la forza”. Utilizzare il corpo per moderare il flusso del qi si riferisce al fatto che accanto alla sensazione del dantian, i movimenti corporei dovrebbero essere sempre coordinati con la respirazione, in modo da combinare l’inspirazione (tun 吞) o l’espirazione (tu 吐) con le reazioni corporee complementari di vacuità-ricezione (xu 虛) / pienezza-attacco (shi 實) e fluttuare (fu 浮) / affondare (chen 沉) .

Servirsi del qi per guidare e espellere la forza richiede che l’intenzione e la spinta vitale (jin 勁) possano essere efficacemente incanalate e coordinate con l’azione corporea. In questo senso sia le forme base della Tigre che quelle più avanzate mirano a combinare questa modalità di generazione della forza con movimenti impressionanti e colpi bruschi. Per esempio al praticante verrà consigliato di eseguire colpi bruschi servendosi del dantian e, allo stesso tempo, di abbassare le spalle e i gomiti. Ciò permette un’estensione maggiore degli arti in modo flessibile. Un altro obiettivo prescritto è quello di aumentare la propria potenza o qi per rendere il passo veloce e agile. Quindi, in una fase più avanzata, il praticante può apprendere a concentrare la propria attenzione sul colpo e sulla respirazione in modo adeguato. Facendo ciò, egli fa sì che l’intero peso del corpo e la più completa concentrazione mentale siano incanalati nel colpo, di contro all’impiego isolato di un braccio o di una singola parte del corpo. In questo modo è possibile produrre una forza dinamica (cuijin 催勁) che non è limitata ad una contrazione muscolare rigida e localizzata, ma è, al contrario, il risultato del lavoro combinato di respirazione, spazio interno e muscoli.

Conclusione

 

In questo articolo ho esaminato il ruolo che le forme animali svolgono nella pratica delle arti marziali cinesi tradizionali attraverso l’esempio dello stile della Tigre. Basandomi  sul sistema Hong Quan insegnato dal Maestro Chen nella scuola di Taipei (Taiwan). Vorrei concludere evidenziando alcuni punti fondamentali. Primo, le forme animali servono allo sviluppo di un cambiamento nel mente-corpo, piuttosto che essere un semplice esercizio di imitazione animale o di condizionamento corporeo. Secondo, la Tigre fornisce un esempio interessante di una modifica interna connessa alle forme animali. Conosciuto come uno stile orientato alla forza pura, la Tigre non è affatto concentrata su un mero lavoro muscolare, ma mira a rafforzare il corpo tanto esternamente quanto internamente, servendosi della forza gang, di una forza vitale, flessibile e dinamica basata sulla respirazione, dello sviluppo di stabilità e fiducia in se stessi e di un adeguato flusso di qi. Terzo,  l’essenza della forza  gang (dinamica) propria della Tigre può essere interiorizzat solo grazie allo spazio corporeo interno e all’impiego della forza ying (statica).

Riassumendo, lo studio e la pratica delle forme animali può aiutare a sviluppare sia una strutturazione che una conoscenza del proprio corpo. L’interiorizzazione degli specifici principi degli stili animali dovrebbe essere considerata in rapporto al suo impatto sull’intenzione mentale (yi) - respirazione - forma fisica.