- Flessibilità ed Elasticità -

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Spesso la flessibilità e l'elasticità vengono usati come sinonimi dello stretching quando in realtà un muscolo può essere flessibile ma non elastico, oppure entrambe.

La prima caratteristica sta ad indicare la capacità di un muscolo nel rilasciarsi ed allungarsi, la seconda invece nell’allungarsi e nel tornare il più rapidamente possibile alle sue dimensioni originali. ll nostro tessuto muscolare è fatto di filamenti immersi in una sostanza composta per la maggior parte d'acqua, se le cellule sono correttamente stimolate a produrre questo liquido lubrificante, le fibre possono scorrere l’una sull’altra ed allungarsi.

La flessibilità varia tra gli individui, in particolare in termini di differenze di lunghezza muscolare, e spesso le donne, per una questione ormonale, sono più predisposte all'allungo e all'estensione rispetto agli uomini. In entrambe i casi, col passare degli anni, l'allungamento tende alla rigidità a causa del processo di invecchiamento. A meno che non si tratti di disfunzioni genetiche o di traumi, la prospettiva è uguale per tutti. Muoversi seguendo linee precise è la svolta non solo per migliorare la qualità della vita, ma anche per prolungarla!

 

Fra i precetti cardine del daoismo e di moltissime altre pratiche orientali, la morbidezza è sicuramente la più importante:

"L'uomo nasce morbido per questo è armonioso,

tuttavia nell'invecchiare tende all'inflessibilità

perciò diventa rigido.

Proprio come le piante nascono molli e muoiono secche,

la rigidità accompagna alla morte e la morbidezza accompagna alla vita."

Daodejing, 道德經

Alla base dell'impegno motorio non dobbiamo tuttavia considerare solo la muscolatura, ad essa si intersecano anche la struttura tendinea. I tendini sono infatti un insieme di fibre elastiche che permettono al muscolo di fissare le proprie estremità all'apparato osseo e per natura non sono deformabili ne tantomeno allungabili. Ecco dove entra in gioco l'elasticità, ovvero quella capacità dell'articolazione di allungo e ritorno nella posizione iniziale.

 

Ma come si distinguono le caratteristiche ai fini pratici? Come allenarle?

Mentre per allenare la flessibilità bastano esercizi statici, come lo stretching, che applica un lavoro in assenza di moto e quindi di energia cinetica, per allenare l’elasticità occorre invece ricorrere ad esercizi dinamici, come la ginnastica che favorisce il meccanismo cinetico del corpo. Nello specifico la flessibilità proviene da atteggiamenti innati (stirarsi appena svegli), istintivi (quando il corpo lo richiede) e animali (movimenti imitatori), da una spinta all'afflusso di sangue mira alla riattivazione corporea. L' elasticità richiede invece l'attivazione volontaria, favorisce l'aumento di produzione forza-velocità nel gesto e impegna l'organismo in un moto attivo.

Due caratteristiche differenti della consapevolezza del corpo, ma complementari allo stesso tempo.

Nell'ottica cinese è importante allenare entrambe, le ritroviamo in tutte le discipline tradizionali, dal wushu al taijiquan fino al neigong. Da più di 2000 anni la ginnastica Daoyin (dǎo 導 “guidare, condurre” e yǐn 引 “tirare, tendere”), inserita in contesti marziali o di alchimia interna, prevede l'alternanza fra esercizi statici (jinggong 静功) ed esercizi dinamici (donggong 动功) al fine di una ricerca consapevole del proprio movimento. Il settore medico da sempre incentiva la popolazione alla ginnastica, addirittura nei primi anni '70, i ministeri dello sport e della salute cinese hanno riconosciuto ufficialmente il sistema Daoyin del Dott. Zhang Guangde 张广德 come metodo ginnico per la prevenzione e la cura personale. Durante un viaggio in Cina non sarà difficile trovare in qualsiasi parco schiere di curiosi personaggi praticare esercizi per mantenersi flessibili ed elastici.

di Francesco Parretti