- Gli stili interni ed esterni nelle arti marziali cinesi -

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Le arti marziali cinesi si suddividono in due macro categorie conosciute col nome di scuole interne (Neijia 内家) ed esterne (Waijia  外家).

Questa distinzione è andata creandosi nei secoli e si fonda sul fatto che fra i numerosi stili di arti marziali presenti in Cina, il fondamento dello studio e della pratica può ritenersi parte integrante del pensiero filosofico o meno. Ciò non toglie che la componente spirituale, tipica delle scuole interne, e quella fisica, tipica delle scuole esterne, siano in contrapposizione fra di se; molti stili infatti hanno mantenuto, grazie ad una trasmissione autentica, quegli insegnamenti tipici e necessari ad unificare il lavoro sotto un unico percorso chiamato Wushu Gong Fu (Kung Fu nella vecchia traslitterazione).

Le arti marziali interne, come abbiamo accennato, derivano dalla fusione delle correnti filosofiche del Buddismo e del Taoismo con pratiche corpo-mente tipiche delle discipline marziali. Per i maestri e i divulgatori di questi stili è necessario cercare l'equilibrio nella pratica attraverso lo studio di testi e dei principi metafisici presenti nelle credenze del passato: il controllo del corpo nell'arte marziale avviene secondo un forte legame con l'energia corporea (qi). Coloro che si applicano negli gli stili interni ricercano la morbidezza e si mantengono rilassati per neutralizzare l'avversario, tutte le parti del corpo sono unificate da principi che hanno bisogno di molto tempo per essere assimilati, e lo scopo finale di qualsiasi tecnica è orientato all'armonia del gesto.

Gli stili più conosciuti che appartengono a questa categoria sono : TaiJi quan, XingYi quan, Baguazhang, Wudan quan, Liuhebafa, Luhohuan quan.

Negli stili esterni, i principali fattori di pratica risiedono invece nell'idea di fisicità e condizionamento del corpo. Il tempio Shaolin ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della disciplina marziale, e sicuramente la caratteristica principale è quella nata della necessità di un duro lavoro per acquisire e perfezionare le capacità atletiche del corpo. Gli stili che ne derivano, sono incentrati sull'aspetto fisico e pratico e le tecniche sono pensate per il successo in uno scontro attraverso la potenza e la velocità d'esecuzione. L'allenamento ed il condizionamento del corpo (muscoli ed ossa) servono per acquisire consapevolezza dei propri mezzi ed anche per alzare la soglia del dolore per resistere ad eventuali colpi subiti. Tipici di questi stili sono infatti gli allenamenti di percussione o esercizi duri sull'energia corporea  (allenamento della camicia di ferro, sui pali di legno, di scuotimento con alberi ecc).

Gli stili più conosciuti che appartengono a questa categoria sono: Shaolin quan, Hongjia quan (Hung Gar in cantonese), Meihua Quan, Tang Lan Quan, BaJi Quan, Wing Chun, Choy lee fut, Shuai Jiao, Hong quan, Baimen quan, Bafa quan, Tongbei quan, Sanhuang Pouchui, Ditang quan, Long quan).

In questo articolo abbiamo trattato brevemente i concetti che hanno diviso la visione delle arti marziali cinesi da poco più di due secoli, i termini Nei (interno) e Wai (esterno) attribuiti allo stile o famiglia (jia) sono comparsi solo recentemente attraverso gli scritti di uno fra i più famosi maestri della storia cinese: Sun Lutang (1860 - 1933). Dunque è importante saper distinguere e riconoscere lo stile praticato, ma è altresì necessario non catalogare e dividere forzatamente questo patrimonio marziale, perchè tradizionalmente lo scopo di crescita attraverso la disciplina (gong fu) andava collocandosi precisamente a metà fra queste due suddivisioni.

Articolo di Badalassi Cosimo